Come salvarsi dalle meteo-bufale? Ve lo spiega Serena Giacomin nel suo libro

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Come salvarsi dalle meteo-bufale? Ve lo spiega Serena Giacomin nel suo libro

Serena Giacomin

Districarsi tra fake news e previsioni esagerate o fantasiose, oggi, è sempre più difficile. La meteorologa del Centro Epson Meteo regala ai lettori una guida completa, affidabile e divertente per sopravvivere in questa giungla mediatica e imparare a scegliere le previsioni più affidabili

Profonda competenza e linguaggio colloquiale. Analisi approfondite e gustose curiosità. Osservazioni acute, rivelazioni preziose e dati di fondamentale importanza. Il tutto, condito da umorismo e da un’ironia che rendono l’autrice una tra le donne di Scienza più amate nel panorama mediatico italiano. C’è tutto questo, e anche di più, in Meteo che scegli, tempo che trovi. Guida alle previsioni meteo di app, web e tv”, il nuovo libro di Serena Giacomin. Edito da Imprimatur, sin dalla sua prima apparizione sugli scaffali delle principali librerie italiane il volume ha mostrato di riscuotere grandissimo successo tra il pubblico. Un successo, d’altra parte, alquanto meritato sia per la stringente attualità dei suoi contenuti che per la chiarezza con cui questi sono esposti, oltre che per un’innegabile piacevolezza di lettura.
Meteorologa del Centro Epson Meteo e presidente dell’Italian Climate Network, in questo suo volume Serena Giacomin accompagna il pubblico in un percorso che porta a fare chiarezza nella giungla di fake news, meteo-bufale e luoghi comuni che circondano il mondo del meteo e del clima, spiegando come difendersi dalle previsioni del tempo esagerate o fantasiose, se non del tutto scorrette.
Oggi, d’altra parte, la meteorologia è entrata a far parte della nostra quotidianità quanto mai era avvenuto in precedenza. Più della metà delle ricerche effettuate ogni giorno su Google, attualmente, riguardano informazioni relative al tempo atmosferico. Parlare del meteo è diventato un po’ il naturale proseguimento delle frasi di rito che scandiscono i nostri ritmi quotidiani (“Ciao, come stai? Tutto bene? Cos’hai fatto di bello in questi giorni?”). Una “meteo-mania”, cui si affianca comunque la reale, nonché basilare importanza che il dato meteo corretto riveste nei più diversi settori, dall’agricoltura, all’industria, ai trasporti e al sistema infrastrutturale, fino al turismo. C’è poi da dire che, in molti casi, una previsione corretta può fare la differenza in termini di vite umane. L’importanza del tema, dunque, è innegabile. E, paradossalmente, proprio su questo tema oggi siamo arrivati al massimo livello di fraintendimento possibile.
“Saper rispondere correttamente fa letteralmente la differenza fra il beccarsi qualsiasi informazione ci capiti a portata di mano, comprese le più inaffidabili o fuorvianti, e l’essere utenti consapevoli di una previsione del tempo”, spiega Filippo Thiery nella sua Prefazione al libro. “In termini educativi c’è quindi tantissimo da fare, a partire dal mettere a disposizione delle persone le istruzioni per l’uso, che siano rigorose, precise, semplici da capire, immediate da mettere in pratica (…). È esattamente questo il progetto e l’obiettivo che il libro di Serena Giacomin ha il merito di perseguire e la bravura di realizzare- sottolinea Thiery- regalando al panorama editoriale italiano un testo assolutamente innovativo e riuscendo così a colmare un vuoto che- a mia conoscenza- fino ad oggi costituiva un anello mancante nel miglio più importante e delicato: l’anello ultimo della catena, che dal meteorologo conduce all’utente, cioè a colui che vuole giustamente tradurre le previsioni in decisioni concrete nella pianificazione delle proprie giornate e delle proprie attività, qualsiasi esse siano”.
Il “vademecum” di Serena, rappresentando un caposaldo nell’era digitale e multimediale per poter distinguere l’informazione meteo affidabile da quella improvvisata, inizia proprio con l’illustrare ciò che, nell’utopistica speranza di sapere con certezza se pioverà o ci sarà il sole, la maggior parte degli utenti fa, e invece non dovrebbe mai fare. Un esempio? Consultare e confrontare continuamente tra loro app meteo differenti fino ad arrivare alla previsione “desiderata”, verificare ogni 2-3 ore le informazioni meteo emesse, controllare la temperatura riportata sul cruscotto dell’auto o sulle croci luminose delle farmacie, consultare i social network con modalità assolutamente ansiogena e con “insaziabile fame di verità”.
Una volta compreso cosa non si deve fare, è il momento di arrivare a capire qual è l’identikit del meteorologo perfetto. “Il meteorologo Doc- spiega Serena- deve avere molteplici capacità e anni di esperienza in analisi previsionale”. Come a dire, insomma, che meteorologi non si nasce: si diventa! Certo, se poi alla preparazione e alla professionalità si aggiunge anche la passione, il gioco è fatto. È quanto accaduto alla nostra giovane scienziata che, nel cuore del libro, in modo assolutamente avvincente racconta come la sua passione per la meteorologia sia nata veleggiando: da quando, cioè, all’età di 8 anni ha messo per la prima volta i piedi su una barca, perdendosi con lo sguardo affascinato nel blu del cielo. Una splendida dimostrazione, quella incarnata da Serena, di come un meteorologo serio e affidabile possa essere anche donna e, per di più, giovane (Serena è della classe 1984). “In Italia- sottolinea l’autrice del libro- donne formate e preparate per affrontare tutte le attività (in ambito meteorologico professionale, n.d.r.) con competenza non ce ne sono molte, ma qualcuna c’è e di solito mal sopporta il termine meteorina”. Come dev’essere, dunque, un meteorologo televisivo? Chi va di fronte a una telecamera per illustrare una previsione meteo “deve avere le capacità e la credibilità per coinvolgere ed educare i pubblico”; diventa, inoltre, una “figura fondamentale per avvisare le persone in caso di eventi meteo potenzialmente pericolosi”.


Nel suo volume, Serena racconta anche la storia vera dei dati atmosferici, attualmente elaborati da super-computer tra i più potenti al mondo (basti pensare che si è arrivati alla possibilità di effettuare più di 8 biliardi di calcoli al secondo: parliamo di un 8 seguito da ben 15 zeri!). Certo, destreggiarsi tra le innumerevoli previsioni che oggi vengono divulgate sui più diversi media non è semplice. Serena dà al suo pubblico utili consigli in merito, tra cui quello di dedicare qualche minuto in più a leggere un bollettino meteo redatto da un meteorologo professionista senza termini altisonanti o esagerati, controllare sempre da chi è composto lo staff di un sito meteo, porre la massima attenzione ai titoli sensazionalisti piuttosto che ai post eclatanti. E, non ultimo in ordine di importanza, pensarci per bene prima di condividere una notizia meteo sui social: la meteo-bufala è sempre dietro l’angolo! Attualmente, le trappole maggiori arrivano soprattutto dalle nuove app meteo, che ogni giorno spuntano fuori come funghi. Ecco, dunque, che Serena regala una preziosissima guida anti-bufala ai suoi lettori (l’autrice spiega, per esempio, l’inesattezza, o addirittura la falsità, di frasi ormai consolidate come “Fa troppo freddo per nevicare” piuttosto che “I giorni della merla sono i più freddi dell’anno” o, ancora, “Il clima della Terra è sempre cambiato”).
In “Meteo che scegli, tempo che trovi”, Serena si sofferma anche sul cruciale argomento delle allerta meteo, spiegando come- avendo l’Italia un territorio fragile, per buona parte a rischio di frane, smottamenti e alluvioni- una allerta meteo può davvero salvare la vita: non certo eliminando il pericolo di dissesto idrogeologico, bensì riducendo il rischio legato a tale pericolosità. Il libro si chiude, infine, illustrando ai lettori come si diventa meteorologi e quali sono le principali università aventi il maggior numero di corsi a carattere meteorologico. Informazioni, queste, molto utili e pragmatiche, esattamente com’è nel carattere della nostra Serena Giacomin.

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