Ophelia sull’Europa a causa del riscaldamento globale?

Ophelia1024 Gli uragani arriveranno più frequentemente anche in Europa? Ophelia è il segno che le cose stanno cambiando? Facciamo chiarezza

 

 

Ophelia, depressione nata nel cuore dell’Oceano Atlantico, ha seguito una traiettoria fuori dal comune procedendo verso est, invece che verso ovest, puntando dunque verso il nostro continente. La sua intensità è aumentata oltre ogni previsione e ha raggiunto categoria 3 nella giornata di domenica, in pieno oceano, a largo delle coste di Spagna e Portogallo. Prima di toccare terra però, Ophelia ha perso forza raggiungendo l’Irlanda come ciclone extra-tropicale. Sebbene si tratti di una traiettoria inusuale, in passato è già successo che ex-uragani raggiungessero l’Europa: tra tutti, Vince (2005) è stato il più insolito, essendo nato come ciclone extra-tropicale al largo di Madera e poi diventato prima tempesta tropicale e poi uragano di classe 1 per giungere sulla penisola iberica ancora come tempesta tropicale. Ma anche Debbie che nel 1961ha fatto landfall in Irlanda, toccando terra nei settori occidentali dell’isola come uragano di categoria 1. Gordon (2006), è un caso abbastanza simile a quello di Ophelia visto che raggiunse categoria 3 anche se le uniche aree che furono interessate sono state le Azzorre (come tempesta tropicale). E poi ancora Chloe (1967), che raggiunse anche la Francia verso Bordeaux, al suo massimo raggiunse categoria 2. Ma andrebbero citati anche Mitch, nel 2011, nato in Atlantico centrale che raggiunse l’Islanda come ciclone extra-tropicale; lo stesso dicasi di Maria nel 2005; invece, sempre nel 2006, poco dopo Gordon, occorre ricordare Helene che raggiunse la Scozia come ciclone extra tropicale ricalcando in buona parte il percorso di Gordon. Lili, nel 1996, sempre sulle isole Britanniche come tempesta tropicale, Iris, nel 1995, come tempesta tropicale tra Bretagna e sud Inghilterra, Floyd nel 1993 come tempesta tropicale in Bretagna, Fran nel 1973 di nuovo in Bretagna come uragano di categoria 1.

Nel sito ufficiale della NOAA la traiettoria di tutti gli uragani degli ultimi 150 anni sull’Atlantico.

L’eccezionalità di Ophelia risiede nel fatto che si è trattato dell’uragano che più si è avvicinato all’Europa con tale intensità (cat.3). Ophelia non è che l’ultimo episodio di una stagione da record sull’Atlantico che, nel solo mese di settembre, ha visto la formazione di sei potenti uragani (Harvey, Irma, Jose, Katia, Lee e Maria), un evento mai osservato in 30 anni di studi.

C’entra qualcosa il cambiamento climatico?
Certamente serviranno mesi e mesi di studi di attribuzione per verificare se ci sia il contributo del riscaldamento globale di origine antropica, cioè causato dall’uomo, in questo ennesimo evento meteo anomalo che sta caratterizzando la stagione dei cicloni tropicali. Resta il fatto che l’uragano Ophelia sia già un evento fuori statistica poiché è riuscito ad acquisire una categoria 3 su una parte del bacino atlantico molto orientale rispetto alla norma.

Da notare che proprio in questa zona le anomalie della temperatura superficiale del mare sono positive: il 15 ottobre, giorno di massima intensità di Ophelia, la temperature del mare era più calda di 1-2°C. Perché un grado in più dovrebbe essere influente? C’è una relazione termodinamica, l’equazione di Clausius-Clapeyron, che lega temperatura ed umidità atmosferica: per ogni mezzo grado in più abbiamo un aumento di circa il 3% del contenuto medio di umidità atmosferica. Entrando nello specifico dell’uragano Ophelia questa evidenza si traduce in un +6/+12% in più di umidità atmosferica (e l’umidità atmosfera può essere considerata come il carburante di una perturbazione).

 

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