Giornata Mondiale dell’Acqua

giornata-mondiale-acqua Cosa possiamo fare per ridurre il rischio di alluvioni, siccità e inquinamento dell’acqua? Possiamo utilizzare quello che troviamo in natura

 

 

La Giornata Mondiale dell’Acqua si celebra ogni 22 Marzo per richiamare l’attenzione sull’importanza di questo elemento per la vita umana. Il tema della Giornata Mondiale dell’Acqua del 2018 è “Natura per l’Acqua”, un’occasione per analizzare le soluzioni naturali per affrontare le sfide legate all’acqua del XI secolo. Gli ecosistemi sono stati danneggiati e, per questo motivo, la quantità e qualità dell’acqua a nostra disposizione è diminuita: ad oggi 2.1 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile nelle proprie abitazioni con problemi che ricadono sulla salute, sull’educazione e sui mezzi di sostentamento.

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L’obiettivo n.6 del Global Sustainable Development Goals, piano per lo Sviluppo Sostenibile promosso dall’UNESCO, è che tutti abbiano accesso a acqua potabile entro il 2030, con un occhio alla protezione dell’ambiente naturale e alla diminuzione dell’inquinamento. Utilizzando soluzioni basate sulla natura è possibile venire incontro alla richiesta d’acqua di società in via di sviluppo e, allo stesso tempo, contribuendo a favorire lo sviluppo di un’economia circolare e proteggere l’ecosistema e l’ambiente.

Entro il 2050 la popolazione mondiale sarà cresciuta di circa 2 miliardi di persone e la domanda d’acqua sarà aumentata del 30% rispetto ad oggi: se in questi anni sono 1.9 miliardi le persone che non possono accedere all’acqua potabile, entro il 2050 potrebbero diventare 3 miliardi. Inoltre, entro il 2050 circa il 20% della popolazione mondiale abiterà in zone a rischio inondazioni e allagamenti.

La soluzione è da cercare nella natura

Tante le proposte dell’UNESCO che potrebbero migliorare la situazione nel lungo periodo con un notevole vantaggio anche in termini di risparmio: riforestare, ristorare distese erbose e paludi naturali, piantare alberi e arbusti lungo i corsi d’acqua, riconnettere i fiumi alle piane alluvionali. Queste soluzioni permetterebbero anche di mitigare gli effetti legati agli eventi meteo estremi, ormai sempre più frequenti, come ad esempio in caso di allagamenti dovuti a piogge intense. Le infrastrutture “verdi” dovrebbero sostituire quelle “grigie” quali dighe, argini, impianti di trattamento, sistemi di consolidamento dei versanti a rischio erosione, barriere frangiflutti e così via.

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