Europa: il terreno divorato dalle città

Il terreno divorato dalla città

Nel nostro continente lo sfruttamento del terreno sta provocando cambiamenti senza precedenti nei paesaggi, negli ecosistemi e nell’ambiente.

 

Aree urbane, sistemi di produzione e infrastrutture sono in rapida crescita e consumano sempre più suolo, sottratto soprattutto alla terra coltivata. I paesaggi rurali stanno cambiando a causa dell’intensificazione dell’agricoltura, dell’abbandono delle campagne e dello sfruttamento delle foreste. Anche i territori delle aree costiere e di quelle montane stanno cambiando profondamente per accogliere le attività turistiche. Lo sfruttamento del suolo comporta non solo una modifica del paesaggio, ma anche diversi problemi ambientali: cambiamenti climatici, dissesto idrogeologico, perdita di biodiversità e inquinamento delle acque, dei terreni e dell’aria.
La European Environment Agency – agenzia europea dell’ambiente – si occupa di fornire informazioni indipendenti su tutto quello che riguarda l’ambiente. Recentemente ha pubblicato i dati relativi al suolo che è stato consumato in Europa: tra il 2006 e il 2012 strade e città europee hanno divorato 639.ooo ettari di terreno. Di questi, quasi la metà era in precedenza destinato alle coltivazioni. Più di un quarto del terreno urbanizzato, invece, era dedicato al pascolo.
I dati forniti dall’agenzia dell’ambiente permettono di analizzare nello specifico la situazione di ogni stato europeo. Per quanto riguarda l’Italia, il 76,3% del terreno urbanizzato tra il 2006 e il 2012 è stato sottratto al suolo destinato alle coltivazioni. Ogni 4 m2 di terreno su cui sono stati costruiti edifici o strade, 3 erano destinati ai campi. Complessivamente, si tratta di una superficie di oltre 26.000 ettari di terreno sottratti alla coltivazione. Anche i pascoli hanno subito perdite di terreno, seppur meno significative: dal 2006 al 2012 sono stati consumati oltre 5.000 ettari all’anno. Infine, a foreste e aree verdi è stato sottratto quasi il 7% del suolo.

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