Come mai non si formano uragani sull’Atlantico meridionale?

uragani Osservando l’emisfero australe, nel bacino sud dell’Atlantico, i cicloni tropicali sono una vera rarità. Come mai? La spiegazione della meteorologa Serena Giacomin

 

 

Facciamo una prima analisi riguardante l’EQUATORE GEOGRAFICO. Possiamo notare come sulla linea equatoriale i cicloni tropicali siano totalmente assenti. Questa evidenza è dovuta all’annullamento dell’accelerazione di Coriolis su latitudini prossime allo zero.
Ricordiamo che la forza di Coriolis è un forza apparente dovuta alla rotazione della Terra intorno al proprio asse e determina una deviazione dei venti rispetto al moto rettilineo: dove questa forza è assente l’aria si muove dritta verso il centro di una bassa pressione; a latitudini superiori, invece, l’accelerazione di Coriolis imprime una rotazione delle correnti. In pratica l’accelerazione di Coriolis, vicino all’equatore, non riesce a contrastare il gradiente di pressione, smorzando alla nascita ogni eventuale ciclone in formazione.
Proprio per questo motivo la maggioranza dei cicloni si sposta, seguendo le correnti dominanti, su latitudini superiori ai 10°, dove l’accelerazione di Coriolis è sufficiente per generare una rotazione dei venti attorno al centro della bassa pressione.

cicloni tropicali

In seconda analisi ci concentriamo sull’EQUATORE CLIMATICO o TERMICO (in meteorologia ITCZ, InterTropical Convergence Zone), quella linea immaginaria e variabile verso cui convergono gli alisei dell’emisfero australe e boreale. La maggior parte dei cicloni tropicali si generano proprio in questa fascia di latitudini di intensa attività temporalesca. Si può affermare che la quasi totalità dei cicloni ha origine tra i 10 e i 30 gradi di latitudine, l’87% di essi addirittura a meno di 20 gradi.

Ora, nell’emisfero australe, l’attività dei cicloni tropicali comincia alla fine di ottobre e finisce a maggio. Considerando gennaio (picco dell’estate australe) nel bacino meridionale atlantico l’ITCZ resta intorno al 5° parallelo (a luglio nell’emisfero nord l’ITCZ supera il 10° parallelo). A latitudini così vicine all’equatore la forza di Coriolis non ha influenza, per cui non riesce ad imprimere un moto rotatorio alle depressioni in formazione.
Questi sono tutti fattori inibitori per la formazione e l’approfondimento di perturbazioni tropicali organizzate che possono divenire cicloni tropicali.

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