L’inverno meteorologico quest’anno è partito con il turbo

itadicNon si tratta solo di una sensazione: l’inverno meteorologico è iniziato con un clima decisamente più freddo rispetto agli ultimi anni. L’analisi di Judith Jaquet e Flavio Galbiati

 

 

Se prendiamo in considerazione infatti il periodo dall’ 1 al 5 dicembre, i dati confermano che la temperatura media nel 2017 è stata ben inferiore a quella dei due anni precedenti. A livello nazionale infatti i primi 5 giorni del dicembre di quest’anno hanno fatto registrare una temperatura media di 6,2 °C, contro gli 8,9 °C dello stesso periodo dell’anno scorso e i 9,6 °C del 2015. Per un confronto climatico a più ampia scala, si tenga presente che la temperatura media della prima decade di dicembre (rilevata sui dati del periodo 1981-2010) è di 8,6 °C. La causa della notevole differenza tra l’andamento termico di questi giorni e lo stesso periodo del 2015 e del 2016 va ricercata nelle opposte configurazioni meteorologiche. Alla stabilità atmosferica e al clima mite garantiti negli scorsi anni da una vasta alta pressione di origine sub-tropicale, ha fatto da contrasto quest’anno un’irruzione di aria artica associata a una perturbazione responsabile di una fase di maltempo in spostamento dal Nord verso il Sud, con abbondanti nevicate in Piemonte, molti temporali sul versante tirrenico e addirittura una tromba d’aria a Sanremo.

Dicembre 2015 con l’alta pressione sub-tropicale

L’inverno 2015-2016 fu segnato dalla siccità, con addirittura il 61% in meno di precipitazioni sul Nordovest. A dicembre le incursioni dell’Anticiclone Africano portarono per diverse volte lo zero termico a quote più normali per il periodo estivo, con assenza di neve sulle Alpi e grave sofferenza per i ghiacciai.

Dicembre 2016: niente neve in montagna

L’inverno scorso vide un dicembre simile rispetto al 2015, con scarsissime piogge e una impressionante mancanza di neve sulle Alpi e in Appennino. Il freddo si concentrò a gennaio, con la storica ondata di gelo e neve al Sud e le tragiche nevicate in Abruzzo, mentre febbraio trascorse all’insegna del caldo anomalo. Secondo il meteorologo Simone Abelli, considerando i tre mesi invernali (dicembre, gennaio e febbraio) il risultato complessivo ha mostrato, a livello nazionale, una prevalenza di condizioni siccitose (-26% di precipitazioni) con meno della metà delle precipitazioni normali sul Nordovest, a causa di condizioni ostinatamente sfavorevoli alle piogge in dicembre e gennaio.

 

Condividi questa notizia